Pienza, la città ideale di Papa Pio II

di ItalianTravellers
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Pienza Italian Travellers
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Vi siete mai chiesti se esiste la Città Ideale? Secondo numerosi architetti e urbanisti del XV secolo, le città dovevano rispondere a precisi criteri filosofici, scientifici e razionali, ponendo al centro l’uomo attraverso la realizzazione di piazze, palazzi e fortificazioni dalle proporzioni armoniche, inseriti in un contesto urbano progettato per valorizzare ogni singolo elemento architettonico.

La storia di Pienza è esemplare in questo senso, infatti è nota anche come la Città Ideale ed è stata per questo inclusa dall’UNESCO fra i patrimoni dell’Umanità.

Cominciamo dal nome della città, perché ha una storia unica nel suo genere: fino al 1462 questo borgo era chiamato Corsignano e fu una visita di Papa Pio II, ovvero Silvio Enea Piccolomini, nato a Corsignano nel 1405, a determinarne il destino.

Il Papa trovò un borgo molto degradato e per questo decise di far costruire una nuova città, affidando il progetto all’architetto Bernardo Rossellino, il quale in 4 anni riuscì a realizzare una città dalle forme armoniose, un’autentica opera d’arte.

Perciò Pienza trae il nome da Papa Pio II, il quale morì prematuramente nel 1464, non facendo in tempo a ideare altre opere.
La visita del borgo inizia proprio da Piazza Pio II, il centro di Pienza, che racchiude gli edifici simbolo dell’ideale rinascimentale.

Il Palazzo Comunale

Originariamente residenza dei Priori, la cui facciata all’interno del portico è adornata dagli stemmi dei Podestà che vi abitarono.

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Il Duomo

L’area su cui Rossellino raggruppa i principali edifici di Pienza è estremamente stretta. Infatti, le sue dimensioni non sono più lunghe di quelle del cortile all’interno del palazzo Piccolomini. Rossellino riuscì a guadagnare un po’ dello spazio necessario spingendo la cattedrale più a Sud che potesse. Proiettando quasi la metà della chiesa affacciata sulla collina ha lasciato una distanza di circa venticinque metri tra la facciata della cattedrale e gli edifici che si affacciavano lungo il lato nord della via principale. 

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Era impossibile adattare una piazza rettangolare nello spazio per diversi motivi : la strada entrava e usciva dal campo da diverse angolazioni, il vecchio Palazzo del priore (il futuro Palazzo Vescovile o Diocesano) è stato fissato ad un angolo di circa di novanta gradi; e il Palazzo Piccolomini doveva essere collocato in un angolo di settantacinque gradi se fosse dovuto rimanere parallelo alla chiesa di San Francesco e in allineamento con la strada. La piazza della cattedrale, così, del tutto naturalmente ha assunto la forma di un trapezio leggermente irregolare.

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Palazzo Piccolomini

Per la sua realizzazione il Rossellino si ispirò al Palazzo Rucellai di Firenze, opera del suo maestro Leon Battista Alberti. Il palazzo è uno dei primissimi esempi di architettura rinascimentale.

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Porta al Prato

Corso Rossellino inizia dalla Porta al Prato. 

La porta originale trecentesca fu distrutta il 15 giugno 1944 durante la seconda guerra mondiale. 

La porta attuale è una ricostruzione inagurata ad ottobre 1955. 

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Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano

La pieve è una costruzione romanica per lo più risalente al XII secolo, con tre navate spartite da pilastri quadrangolari. Le arcate della parte destra appaiono di una fase più tarda. La parte terminale è oggi priva delle absidi. Più antica è la torre campanaria cilindrica, di influsso ravennate, riferibile all’XI secolo.

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La vista sulla Val D’Orcia al tramonto

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Pienza, nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” è la definizione data dal Pascoli per esprimere l’unicità di questo borgo.

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1 commento

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Clara 30 Agosto 2018 - 8:16

Bellissima recensione. Ottimi scatti. Bravi ragazzi.

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