Ghino di Tacco, Robin Hood di Radicofani

di ItalianTravellers
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Il territorio del Comune di Radicofani, come è allo stato attuale,  è nato nel 1778 dall’unione degli antichi Comuni di Radicofani e dei Comunelli di Contignano e di Castelvecchio.

Radicofani Italian Travellers
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Il Comune di Radicofani è uno dei cinque comuni della Val d’Orcia che dal 2004 è riconosciuta dall’UNESCO, Patrimonio dell’Umanità per il suo paesaggio. Il Comune è da anni classificato con la Bandiera Arancione del Touring Club. 

Situata su un colle a 896 metri sul livello del mare. Grazie alla sua posizione strategica sulla via Francigena, il borgo divenne possedimento dello Stato Pontificio. Radicofani è dominata dalla Rocca, la cui esistenza è documentata fin dal 978, anche se le sue origini risalgono all’epoca carolingia.

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La Fortezza di Radicofani è inestricabilmente legata alla figura di Ghino di Tacco, vera icona della storia. Di famiglia ghibellina senese, “il masnadiero di Radicofani” è passato agli annali come un singolare “brigante gentiluomo”. La notte di Natale del 1297 Ghino si insediò nella fortezza di Radicofani, dalla quale iniziò a compiere delle imboscate ai danni dei viandanti che percorrevano la via Francigena. Ghino li derubava completamente, tuttavia lasciava loro di che sopravvivere e offriva loro anche un banchetto. Inoltre, i poveri e gli studenti venivano risparmiati. Le imprese di questo Robin Hood ante litteram sono citate perfino da Dante nel Purgatorio e Boccaccio nel Decameron.

Il Borgo

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Il centro storico spicca per i suoi splendidi edifici, come il Palazzo Pretorio con stemmi antichi in pietra, o il Palazzo della Posta, bella villa medicea sorta come casa di caccia dell’imperatore Ferdinando I.

La chiesa di San Pietro

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Il primo ricordo della chiesa risale al 1224. Nel 1578 assumeva il titolo di pieve. Seppure oggetto di molti interventi, mostra ancora caratteri romanici ed è a una sola navata con copertura a capriate lignee. La parte terminale è più ampia e ha schema basilicale. La facciata ha forme semplici, con un portale ricassato e, sopra questo, una bifora, opera di ripristino. Il campanile è moderno.

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Villa Medicea

Costruita verso la fine del Cinquecento dai Medici che ne fecero un grande albergo, fu, per tutta l’ epoca della carrozza, una delle più importanti e pittoresche tappe del viaggio verso Roma.

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Qui si cambiavano i cavalli, si pagavano i dazi, si pranzava, si pernottava, si trovava riparo dalle intemperie.

Nel 1603, sempre per ordine di Ferdinando I, fu anche costruita, di fronte alla Villa Medicea, la bella fontana per abbeverare i cavalli.

La Fortezza

La fortezza rispecchia fedelmente i criteri di difesa del 1500 con l’abbassamento di torri e mura e la realizzazione dei “Bastioni”. La porta di S. Andrea è situata al lato della “Cortina” (il muro che collega i due bastioni).

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Raggiunto l’interno del “Corpo di Guardia”, salendo l’antica scalinata si giunge al piazzale detto della “Scoperta”, sulla cui sinistra è possibile notare le antiche mura del 1400 attraverso la “Tenaglia”.

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Uscendo dal “Bastione San Giovanni” e risalendo le scale in pietra si arriva alla parte più antica del castello, “Il Cassero” detto anche Mastio.

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Interessanti sono anche i resti degli altri lati del nucleo più antico, con resti di beccatelli per la difesa piombante e delle altre torri d’angolo.

Attorno a questa si svolge la prima cerchia della fortezza bastionata costruita in belle pietre da taglio, con quattro lati irregolari, oggetto di un importante lavoro di restauro che li ha riportati al loro antico splendore.

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La fortezza fu in seguito ampliata verso nord, essendo il lato sud già naturalmente protetto da una forte scarpata, ma di queste mura non restano grandi tracce, ad eccezione dei bastioni d’angolo al fianco di uno dei quali si apre l’antica porta d’accesso. Le due fortezze cingono in pratica l’intera rupe basaltica su livelli differenti, rendendo quasi impossibile raggiungere il cuore della fortificazione da qualsiasi lato.

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