Civita Castellana, capitale dei Falisci

di ItalianTravellers
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Civita Castellana si trova in provincia di Viterbo nel Lazio.

È famosa per essere stata nell’epoca preromana la capitale della popolazione dei falisciFalerii Veteres.

La città è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia.

Si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio. In seguito all’innalzamento dell’area, l’azione erosiva delle acque ha dato origine alle profonde gole che sono uno dei caratteri più suggestivi del paesaggio.

La città è costruita su tufo vulcanico, nel quale m’è parso di ravvisare cenere, pomice e frammenti di lava. Bellissima la vista del castello: il Monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fa parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini, e solo i corsi d’acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccioni a precipizio e un paesaggio tutto discontinuità e fratture.

(Johann Wolfgang von Goethe, Italienische Reise)


La Leggenda di Aleso

Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennone, re di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza per Agamennone, fuggì dopo l’uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres.

Grandi scrittori del passato attribuiscono a lui le origini di questo territorio:

Halaesus a quo se dictam terra falisca putat
(Ovidio, Fasti (IV,73))

Virgilio nell’Eneide, il suo commentatore postumo Servio Mario Onorato, ed altri ancora lasciano testimonianze di questo grande eroe greco.


La Piazza del Comune

Il Palazzo Comunale di Civita Castellana è un importante monumento cittadino, la sua costruzione risale al periodo 1513-1521, ovvero agli anni del pontificato di Papa Leone X, Giovanni di Lorenzo de’ Medici, che ne volle la costruzione, dato il valore strategico della cittadina rispetto al territorio del Lazio settentrionale.

La struttura attuale, in ogni caso, presenta solo pochi elementi del palazzo leonino, essendo stata restaurata nel XIX secolo; si presenta come un bel palazzo a quattro ordini, con un porticato ad archi a tutto sesto e un balcone di rappresentanza nella zona centrale del piano nobile.

Sulla sommità, si trovano l’orologio e la campana, mutuati dalla demolita torre civica, che fungono ancora come strumento di avviso per la cittadinanza.

La Fontana dei Draghi costruita durante il pontificato di Gregorio XIII (Ugo Boncompagni) nel 1585, poggia su tre gradoni e ha una forma ottagonale. Dalle bocche dei quattro draghi, uno per lato, esce l’acqua che riempie la vasca. Nel centro sale una colonna con una vasca più piccola, che scola in quella sottostante. La struttura ebbe lo scopo di decorare la piazza e aumentare l’accesso idrico. Ai lati quattro stemmi: di Papa Gregorio XIII, Civita Castellana e due cardinalizi.


Il Duomo

Il duomo fu costruito a partire dal 1185 circa, edificato sopra un precedente edificio sacro, e fu completato con la costruzione del portico nel 1210: in esso aveva lavorato la valente famiglia di architetti e marmorari romani dei Cosmati.

 La porta centrale monumentale è incastonata tra quattro colonne corinzie.

Le due porte laterali lunettate hanno motivi ornamentali cosmateschi.

Diventata fatiscente nel corso dei secoli, nel Settecento la chiesa fu completamente ristrutturata al suo interno in forme barocche: è di quest’epoca la trasformazione da chiesa a tre navate a chiesa ad un’unica navata con cappelle laterali comunicanti tra loro.

La chiesa è ad un’unica navata, con cappelle laterali comunicanti fra loro.

Una targa in marmo posta all’esterno dell’edificio ricorda che l’11 luglio 1770 Wolfgang Amadeus Mozart soggiornò a Civita Castellana ed ebbe occasione di suonare l’organo di domenica mattina durante la funzione liturgica.

Sulla cantoria in controfacciata si trova l’organo a canne, costruito nel 1890 da Aletti.

La maggior parte del pavimento dell’edificio è in stile cosmatesco.

Sotto il presbiterio si trova la cripta, con volte a crociera, databile al XII secolo, ma rifatta in epoche diverse. Qui sono collocati due preziosi cibori in marmo rinascimentali, che in origine erano situati nel presbiterio superiore e poi trasferiti nella cripta con i lavori di rifacimento del Settecento.


Il Forte Sangallo

Fu fatto costruire a partire dal 1499, dal papa Alessandro VI, all’interno di un vasto programma di rafforzamento delle fortificazioni dei luoghi che si intendeva assicurare alla signoria ereditaria alla famiglia Borgia.

Il progetto è di Antonio da Sangallo il Vecchio, documentato nel cantiere, con numerosi collaboratori, tra il 1499 e la morte del papa nel 1503, che qui lascia una delle più significative della sua attività. Sangallo in quegli anni è architetto di fiducia dei Borgia e specialista nella progettazione di “fortificazioni alla moderna”.

La fortezza rimase a lungo dimora papale. Nel XIX secolo fu usata come carcere. Dopo un periodo di inutilizzo, oggi è sede del Museo archeologico di Civita Castellana.

Il forte aveva fin dall’inizio la doppia funzione di fortificazione e di “palazzo” con funzioni rappresentative e residenziali come sicura residenza, fuori Roma, per il papa. In esso vengono applicate le più moderne concezioni della fortificazione alla moderna con una forma pentagonale irregolare, con ai vertici bastioni poligonali rientranti e con la punta arrotondata e assenza di beccatelli in aggetto per la difesa piombante.

Fu costruita un enorme cortina poligonale a cingere all’interno due spazi aperti, una prima corte d’ingresso in asse con il poderoso Maschio ottagonale, e un più elegante e moderno quadrato con doppio ordine arcate a tutto sesto, con portico inferiore e loggiato superiore.

Allo stesso modo venne creato un profondo fossato che divideva la costruzione dalla campagna e dalla città, garantendo quindi l’ingresso solo attraverso un ponte levatoio controllato da un rivellino bastionato collegato alla cortina difensiva.

Il Forte Sangallo di Civita Castellana costituisce una delle più elevate realizzazioni dell’architettura militare dello Stato Pontificio nel XVI secolo.

Per la sua ubicazione, il paese di Civita Castellana rappresenta un vero baluardo difensivo dei confini settentrionali dei territori della chiesa, al centro del sistema fortificato della Tuscia.

All’interno del perimetro un complesso edificio contenente l’appartamento del papa e un cortile d’onore con un doppio ordine di paraste doriche e ioniche che inquadrano archi e che rappresenta uno dei primissimi esempi di questa soluzione tipica del primo cinquecento e ripresa dell’architettura romana.

Un mastio ottagonale fu realizzato anni dopo da Antonio da Sangallo il Giovane.

Gli spalti superiori e il Maschio vennero dotate di eccezionali postazioni di tiro a coprire tutti i lati della fortezza, rendendola così inespugnabile.

 

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