Cascata delle Marmore: storia, natura e benessere a Terni

di ItalianTravellers
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Ci troviamo alla Cascata delle Marmore, a Terni, nella regione Umbria dell’Italia.

Che cos’è la Cascata delle Marmore?

La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato, inserita in un enorme parco naturale, tra le più alte d’Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti.

Si trova a circa 7,5 km di distanza da Terni, in Umbria, quasi alla fine della Valnerina, la lunga valle scavata dal fiume Nera.

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La cascata è formata dal fiume Velino che, in prossimità della frazione di Marmore , defluisce dal lago di Piediluco e si tuffa con fragore nella sottostante gola del Nera. Fa parte del parco fluviale del Nera.


Perché si chiama delle “Marmore”?

Il nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che sono simili a marmo bianco.


Acqua preziosa e utile

Le acque della cascata sono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica.


Quando visitarla?

La cascata non è dunque sempre aperta a pieno regime. Quando è aperta a flusso minimo la cascata scopre le rocce e la vegetazione sottostante.

Per questo, vi consigliamo di visitarla d’estate, perché il rilascio di acqua è maggiore e con orari più estesi.

(Tutti gli orari sono sul sito ufficiale della Cascate, che trovate in fondo all’articolo.)


La leggenda romantica sulle acque della Cascata

Sulle origini della cascata c’è una leggenda, solitamente raccontata dallo Gnefro.

Una creatura fatata, una ninfa di nome Nera,si innamorò del giovane pastore Velino. Per i due era difficile frequentarsi perché appartenevano a due mondi troppo diversi. Giunone,infuriata, trasformò la ninfa Nera in un fiume perché aveva trasgredito le regole che non consentivano l’amore con gli esseri umani. Velino si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore credendo che Nera stesse annegando in quelle acque che prima non c’erano. Giove, per evitargli morte certa, durante il volo lo trasformò in acqua, così da salvarsi e ricongiungersi con Nera per l’eternità.

Visitando la Cascata, si rivive questa leggenda e ci si sente immersi in un paradiso di benessere.


Il Belvedere Inferiore

Una volta che abbiamo lasciato la macchina nei parcheggi gratuiti del parco, passati in biglietteria, e immersi nelle mille bancarelle turistiche lungo la via che porta al parco, si entra finalmente all’interno.

La sensazione che si prova entrandovi è quella di estraniamento totale dal contesto cittadino.

Acqua nebulizzata,  ti bagna piacevolmente la pelle, panorama prestigioso, che ti fa respirare a pieni polmoni la natura e il verde che ti avvolge tutt’intorno, nel belvedere inferiore, la natura si mostra nella sua immensa bellezza, e ti fa restare senza fiato.

Una volta entrata mi sono accorta subito di non voler tornare indietro, e non si vede l’ora di continuare, salire tutti i sentieri, che ti portano alla cima più alta, per godere di un panorama vegetale immenso.

Illustri visitatori

Le opere ingegneristiche e la natura che la circonda hanno sempre richiamato un gran numero di turisti e visitatori, tanto da spingere alla creazione di luoghi di osservazione sicuri e stabili (la Specola in alto, piazzale Byron in basso, vari Belvedere).

Qui infatti, sono venute tante illustri personalità: Plinio, Cicerone, Fazio degli Uberti, un gran numero di Papi, Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Ferdinando delle II Sicilie, la Regina Madre di Napoli, Salvator Rosa, Corot, William Turner, Gioacchino Belli, Lord Byron, Benito Mussolini.

La cascata, nel XVIII e XIX secolo, rappresentava molto spesso una giornata di visita del Grand Tour verso Roma.

« Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti. Caduta di acque! Veloce come la luce, la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l’abisso. Inferno di acque! là dove queste urlano e sibilano e ribollono nell’eterna tor­tura; mentre il sudore della loro immane agonia, spremuto da questo loro Flegetonte, abbraccia le nere rocce che circondano l’a­bisso, disposte con dispietato orrore,e sale in spuma verso il cielo, per ricaderne in un incessante scroscio, che, con la sua inesausta nube di mite pioggia, reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo: – quanto profondo è l’abisso! E come di roccia in roccia il gigantesco Elemento balza con delirante salto, abbat­tendo le rupi che, consunte e squarciate dai suoi feroci passi, concedono in abissi uno spaventoso sfogo alla poderosa colonna d’acqua che continua a fluire e sembra piuttosto la sorgente di un giovane mare, divelto dal grembo di montagne dalle doglie di un nuovo mondo, che non soltanto la fonte di fiumi che scorrono fluenti in numerosi meandri attraverso la valle! Volgiti indietro! Vedi, dove esso si avanza simile ad una Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò che trova sul suo cam­mino, affascinando l’occhio col Terrore – impareggiabile cateratta,orribilmente bella! ma sul margine, da una parte all’altra, sotto lo scintillante mattino, posa un’iride tra gli infernali gorghi, simile alla Speranza presso un letto di morte, e, inconsunta nelle sue fisse tinte, mentre tutto là attorno è dilaniato dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l’orrore della scena, l’Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto. »
Lord Byron

Rafting: spesso si incontrano i ragazzi che fanno rafting in queste acque


Perché visitare la cascata in Estate?

  1. Meta alternativa al mare, al lago e alla piscina
  2. Ti estranei dal contesto urbano, specialmente dal caos della città
  3. Ottimo rimedio al calore estivo
  4. Divertimento per tutta la famiglia
  5. Ti bagni e ti asciughi in  fretta
  6. Rilassamento grazie alla magnifica natura intorno
  7. Parcheggi gratuiti e vicini

Grotte Carsiche

L’acqua nel corso dei secoli ha scavato grotte con stalattiti e stalagmiti nel travertino. Alcune grotte sono visitabili e rappresentano un aspetto ancora poco conosciuto della cascata delle Marmore, sia dal punto di vista turistico che speleologico.

Infatti, lungo la passeggiata al parco, è possibile incontrare degli speleologi, che con il caschetto e la luce sull’elmetto, danno un senso di sicurezza al posto.


Il Balcone degli Innamorati

Si entra in questo cunicolo scavato nella roccia, e alla fine, c’è il balcone degli innamorati, che non abbiamo potuto visitare dato il fortissimo getto d’acqua che quasi ti immerge nelle cascata.

Se avete macchinette fotografiche e videocamere al seguito, state attente a non bagnarle e a proteggerle.

Senza k-way, anche d’estate, è impossibile visitarlo!

 


Il Belvedere Superiore

Dopo aver camminato un po più a lungo e in salita, lungo il sentiero 1, il più lungo rispetto ai sentieri 2 e 3, si arriva in cima.

E ne vale la pena veramente!

Si arriva su una torretta da dove è possibile contemplare tutto il parco dall’alto e l’immensa meravigliosa cascata accompagnata dal suono rilassante dello scroscio d’acqua e dal canto degli uccellini.


La cascata di notte

Di notte la cascata è sempre illuminata da un evoluto impianto a led di ultima generazione, che garantisce un fascio di luce ed una illuminazione uniforme.

E’ uno spettacolo molto suggestivo e vale veramente la pena passarci per rigenerare corpo e mente, tra arcobaleni e luci soffuse di sera, sembra di essere in un altro mondo!


Sito ufficiale: http://www.marmorefalls.it/

Servizio fotografico a cura di Francesco Passeri

http://www.francescopasseri.altervista.org

Un ringraziamento speciale a Stefano Grilli per l’accoglienza e la disponibilità

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