La Costa dei Trabocchi

di ItalianTravellers
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La Costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti, caratterizzato dalla presenza diffusa del trabocco, macchina da pesca su palafitta.

È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.

La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d’aspetto.

Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa e tratti a ciottolame, oltre a tratti alti e rocciosi.

La caratteristica peculiare è il mare pulitissimo, cristallino!

La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere.


Ma cosa è un Trabocco?

Il trabocco, o trabucco, è un’imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.

La tipologia originale abruzzese, tecnicamente detta bilancia, insiste spesso su litorali meno profondi e si caratterizza pertanto per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno, inoltre le bilance hanno un solo argano, azionato elettricamente spesso, anche quando il mare è perfettamente tranquillo.

Secondo alcuni storici pugliesi, il trabucco sarebbe un’invenzione importata dai Fenici.


La ciclovia

Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell’area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km).


L’Eremo Dannunziano

Nel tratto della Costa dei Trabocchi in località delle Portelle, vi è un eremo dove nell’800 vi fu costruita una casa da pescatori, che Gabriele d’Annunzio nel 1889 acquistò e ristrutturò per il suo soggiorno personale assieme all’amante Barbara Leoni.

La casa e l’eremo tutto è chiamata eremo dannunziano, o promontorio dannunziano, ed oggi è un museo privato.

Dallo stile architettonico pare essere un tipico edificio della architettura rurale ottocentesca abruzzese.

D’Annunzio vi ambientò anche una parte del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), in cui il protagonista Giorgio Aurispa giunge nel piccolo borgo sanvitese assieme all’amante Ippolita.

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