Alla scoperta della Costa D’Argento

di ItalianTravellers
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La Costa d’Argento è un’area geografica che occupa l’estremità meridionale della Toscana, in provincia di Grosseto.

Interessa i territori comunali di Monte Argentario, Orbetello, Magliano in Toscana, Isola del Giglio e Capalbio, situati nella Maremma grossetana.

Tra i tomboli della Giannella e della Feniglia vi è racchiusa la Laguna di Orbetello, in epoche remote parte integrante del Mar Tirreno, fino all’unione del Monte Argentario alla terra ferma per il lento sollevamento dei due tomboli stessi.

Lungo il litorale, sono numerose le fortificazioni e le torri di avvistamento.

 

Vi vogliamo segnalare alcune spiagge da noi visitate e facili da raggiungere:

Porto Ercole, Spiaggia Le Viste

Situato sulla costa sud-orientale dell’Argentario, Porto Ercole, dal 2014 fa parte de i borghi più belli d’Italia.

La spiaggia “Le Viste”, molto caratteristica con questo atollo proprio di fronte, si raggiunge molto facilmente a piedi, il mare è cristallino e se avete maschera e boccaglio è un piacere la vista del fondale marino.

Porto Santo Stefano

Rinomata località turistica di grande tradizione marinaresca situata sulla costa nord-occidentale dell’Argentario.

È un attivo centro commerciale, peschereccio e balneare che si affaccia su una baia dominata dalla Fortezza Spagnola.

Alcune calette sono molto difficili da raggiungere, si raggiungono a piedi facendo alcuni chilometri nella vegetazione, avendo avuto due giorni per visitare questo magnifico posto, purtroppo non abbiamo avuto il modo di vederle.

Tombolo Giannella

Spiagge sabbiose e stabilimenti con ogni tipo di comfort per tutta la famiglia.

Riserva naturale Duna Feniglia

La Feniglia, situata nel comune di Orbetello, in provincia di Grosseto, è un tombolo (ovvero, un cordone di sabbia) che collega la collina di Ansedonia a oriente e il Monte Argentario a occidente. La riserva è attraversata da una strada sterrata costruita tra il 1928 e il 1940, chiusa al traffico degli autoveicoli e dei motocicli, percorribile unicamente a piedi e in bicicletta.

[su_expand more_text=”Scopri di più sulla Duna Feniglia” less_text=”Nascondi” text_color=”#cebba3″ link_color=”#cebba3″ link_style=”button” link_align=”center” more_icon=”icon: arrow-circle-down” less_icon=”icon: arrow-circle-up”]Nel 1610 il celeberrimo pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, detto il Caravaggio, giunse da Napoli sbarcando prima a Palo e poi a Porto Ercole; in fuga per problemi con la giustizia, egli si rifugiò tra i malsani acquitrini e i tomboli di cespugli della Feniglia e vi trovò la morte, sopravvenuta per stenti e febbri malariche. Una stele commemorativa è stata posta, su iniziativa della Società Storica Maremmana, poco distante dalla odierna postazione del Corpo Forestale, luogo del presunto ritrovamento del moribondo Caravaggio. Fino a tutto il 1700, la Feniglia era completamente ricoperta di boschi con prevalenza delle specie tipiche della macchia mediterranea. Il Comune di Orbetello nel 1804, a quel tempo proprietario dei terreni, procedette con la vendita della Feniglia a privati che ne avviarono l’utilizzo intensivo e spropositato come sede di pascoli e fonte di legname. Tale disordinato sfruttamento del territorio portò alla deforestazione: la sparizione della vegetazione lasciò la duna scoperta e priva di ripari montuosi, dando inizio un veloce processo di erosione soprattutto a causa del clima, dei venti e dell’azione antropica. Sotto l’azione del libeccio, le sabbie cominciarono a muoversi verso sud-est, cioè dal mare verso la laguna che iniziò ad interrarsi con la formazione di specchi d’acqua e acquitrini, che crearono condizioni favorevoli alla malaria. Al tempo, la laguna era risorsa primaria per Orbetello, grazie alle sue risorse per l’industria della pesca. Le condizioni favorevoli alla malaria, inoltre, preoccuparono fortemente l’amministrazione comunale. Un primo rimedio consistette nella costruzione di canali di sbocco per la laguna verso il mare. Nel 1910 si intervenne con espropri, la Feniglia divenne Demanio Forestale e si procedette al rimboschimento del territorio: furono seminati diverse specie: il pino marittimo, il pino domestico e alcune specie erbacee adatte. Tali interventi hanno portato, nell’arco dei successivi 50 anni, alla creazione di un bosco di circa 460 ettari di estensione, di cui 320 ettari di pineta di pino domestico e 124 di pineta di protezione, mentre la rimanenza è costituita da latifoglie e piccoli terreni ancora da rimboschire. Nel 1971, su Decreto del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, la duna Feniglia fu dichiarata Riserva Forestale di Protezione in virtù delle importanti funzioni che essa svolge.[/su_expand]

Orbetello

La città di Orbetello sorge nel mezzo dell’omonima laguna ed è unita al Monte Argentario da una strada costruita su un terrapieno artificiale (la diga), che ha diviso la laguna in due specchi d’acqua Laguna di Levante e Laguna di Ponente.

Mulino spagnolo, unico superstite dei nove mulini senesi, costruiti nella laguna nel corso del XV secolo. In passato sfruttava la forza dell’acqua per la macinazione del grano che veniva portato ai mulini attraverso i “barchini”, tipiche imbarcazioni utilizzate ad Orbetello nella laguna.

Il mulino, ristrutturato e consolidato dagli spagnoli – da qui il nome – si presenta a forma circolare con copertura conica ed elica a vento posteriore.

Convento della Presentazione al Tempio

Il convento sorge su un ampio piazzale circondato da una natura generosa e ancora lasciata integra, in località monte Telegrafo. La storia volle che fosse proprio San Paolo della Croce a tracciare la prima pianta dell’edificio, costruito in stile semplice a pianta rettangolare, schema della chiesa votata alla povertà ed all’austerità, proprio come voleva la sua regola.

Il complesso costituisce la casa madre della Congregazione dei padri passionisti ed è costituito da una parte conventuale e dalla chiesa.

Talamone

costa d'argento

Il paese di Talamone sorge su di un promontorio roccioso, che si trova sul confine meridionale del Parco naturale della Maremma.

Antica e fiorente città già in epoca etrusca, dominio degli Aldobrandeschi in epoca altomedievale, i quali costruirono l’imponente rocca nel corso del XIII secolo, passò ai senesi nella prima metà del secolo successivo.

costa d'argento

Spiagge: Bagno delle Donne e Bagno degli Uomini: queste spiagge raccontano una storia di altri tempi: fino agli anni ’50, ai “single” dell’epoca, sia uomini che donne, non era consentito frequentare la stessa spiaggia ed era così che il tratto di mare antistante le due spiagge, separato dagli scogli e definito ancora dagli abitanti del paese “il salotto”, rappresentava un luogo di incontro “segreto” dove gli sguardi si potevano incrociare.

Quella che vediamo nella foto sotto è il Bagno delle Donne.

costa d'argento

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Nella foto sotto, Bagno degli Uomini.

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La Rocca Aldobrandesca di Talamone

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La fortificazione medievale sorse verso la metà del Duecento per volontà degli Aldobrandeschi, con funzioni di avvistamento e di difesa sul porto sottostante.

Presenta una sezione rettangolare, con quattro torri che si innalzano agli angoli; tre di queste presentano un aspetto molto simile, mentre la torre nord risulta più alta e massiccia rispetto alle altre. Nell’insieme, le pareti della rocca risultano rivestite in pietra.

Attorno alla rocca una serie di cortine murarie, facenti parte del circuito delle Mura di Talamone, circondano l’area sui lati che si affacciano verso il mare.

L’Isola del Giglio e L’Isola di Montecristo

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Le visiteremo nel prossimo viaggio!

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Fonte: wikipedia


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1 commento

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Clara Bramvilla 28 Giugno 2018 - 7:16

Complimenti, post scritti semplicemente ma utili. Talamone non L ho ancora visitata, quest anno sicuramente ci andrò. Buon viaggio e buon tutto.

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