Visita Tarquinia: alla scoperta degli etruschi

di ItalianTravellers
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Tarquinia è un comune italiano che si trova nella provincia di Viterbo e dista da Viterbo circa 45 chilometri.

Tarquinia si trova a 132 m d’altitudine su un colle dominante da sinistra il basso corso del fiume Marta, presso la Via Aurelia, nella Maremma laziale.

La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarch(u)na in etrusco) fu uno dei più antichi ed importanti insediamenti della dodecapoli etrusca. In rapporto con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re EtruschiTarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.

L’antico centro etrusco e romano sorgeva sull’altura detta “La Civita”, alle spalle del “colle dei Monterozzi” dove sorge l’abitato odierno e dove si trova la necropoli antica (necropoli dei Monterozzi).

Il Museo Civico – Palazzo Vitelleschi

Sede del Museo Archeologico nazionale tarquiniense

Le Torri, la San Gimignano del Lazio


Il Duomo

Il Duomo dei Santi Margherita e Martino è stato edificato nel 1260 ed elevato a cattedrale di Corneto (precedente denominazione di Tarquinia) il 5 dicembre 1435. Nel XV secolo fu ampliato per volere del vescovo Bartolomeo Vitelleschi ma nel 1643 fu distrutto da un terribile incendio. Ricostruito in breve tempo, è stato poi nuovamente oggetto di un restauro in stile neoclassico nel XIX secolo secondo il progetto di Francesco Dasti per l’interno e di Pietro Magnani per la facciata; l’intervento, terminato nel 1874, ha interessato anche l’ampliamento della struttura, con l’aggiunta di nove nuovi altari. La chiesa è stata consacrata nel 1879 dal vescovo di Corneto e Civitavecchia Francesco Gandolfi.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, la sede di Tarquinia è stata unita in plena unione con la sede di Civitavecchia e la nuova circoscrizione ha assunto il nome attuale. Contestualmente la cattedrale di Tarquinia ha assunto il titolo di concattedrale.


Santa Maria in Castello

La costruzione della chiesa ha una storia molto articolata: il progetto ebbe inizio nel 1121 e la locazione su cui doveva sorgere l’edificio era un’area dislocata e disabitata della città chiamata Castrum Corgnetum.

La realizzazione della chiesa era stata affidata molto probabilmente a diversi architetti dato che sugli stipiti del portale principale sono presenti delle iscrizioni dove vengono citati Pietro di Ranuccio, Nicola di Ranuccio, Giovanni e Guittone a cui Nicola aveva dato i natali.

Ancora non possediamo abbastanza informazioni attendibili per confermare che questi siano gli architetti dell’edificio, ma sappiamo per certo che hanno contribuito alle decorazioni. La chiesa fu terminata nel 1207 e consacrata nello stesso anno da Innocenzo III.

 Fu pienamente attiva fino al 1435 e venne restaurata diverse volte fino all’abbandono totale avvenuto nel 1567 con la sua sconsacrazione.

Il Monastero e la Chiesa di San Francesco

Costruita, secondo la tradizione, nel luogo in cui San Francesco salvò con un miracolo la vita ad alcuni bambini, l’origine della Chiesa risale al XIII–XIV secolo.

L’edificio, in stile romanico–gotico, venne eretto sui resti del preesistente Oratorio della Santissima Trinità. Una serie di rimaneggiamenti ne hanno modificato l’aspetto, ma nel 1959 un restauro ha cercato di riportarlo alle forme originarie. Il portale gotico è sormontato da un bellissimo rosone. L’interno, a croce latina, è diviso in tre navate da pilastri con archi a tutto sesto, mentre il transetto è ornato da archi gotici e tetto a capriate. Sul lato destro si possono ammirare alcune cappelle del XV–XVI secolo, in particolare quella commissionata dalla famiglia Falzacappa.

Tra le opere custodite vi sono il bellissimo paliotto cosmatesco dell’altare maggiore, il Tabernacolo dell’Olio Santo e il settecentesco crocifisso ligneo. Il convento, ora affidato ai frati dell’Immacolata, non è visitabile; risale anche questo al 1200 ma è stato ampliato nel XV secolo.

 

Le Mura della Città

La città attuale conserva, soprattutto nei quartieri settentrionali, uno spiccato carattere medievale, accentuato dalle numerose torri dalle mura e da parecchie chiese.

La Valle del Marta

Servizio fotografico a cura di Francesco Passeri, vietata la copia e la riproduzione senza il consenso scritto dell’autore

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