Biancomangiare a Foligno, la tradizione culinaria Siciliana alla scoperta dei sapori umbri

di ItalianTravellers
0 commento

Vi portiamo con noi a Foligno, in un ristorantino curato e particolare.

Non nel solito ristorante umbro, non nel solito ristorante impegnativo.

Se vi piace mangiare piatti a base di pesce e amate la Sicilia, siete nel posto giusto.

Scrivono sul loro menù e sul loro sito:

Il ristorante Biancomangiare è stato concepito come un luogo di odori e sapori della cucina mediterranea ed in prevalenza di quella della Sicilia nord orientale. Siamo nel centro storico di Foligno, in Umbria, quindi nel centro d’Italia.
Abbiamo da subito ritenuto opportuno, visto che in qualche modo siamo ospiti di questa meravigliosa regione, l’inserimento dei prodotti dell’eccellenza locale nei piatti, li dove le ricette ne richiedessero e ne consentissero l’impiego. Cosi è successo che nella pasta con le sarde si è intrufolato lo zafferano di Cascia, nel coniglio e nell’umido di totani la patata rossa di Colfiorito (IGP) e la cipolla rossa di Cannara.

Le braciolettine di carne si sono sublimate con l’impiego della noce di vitellone bianco dell’Appennino centrale (IGP) spennellate con olio extravergine di oliva Umbria (DOP). Non potevamo poi trovare un formato di pasta fresca così interessante come gli strangozzi che entrano in menu con sughi di fattura meridionale. La nostra insalata di couscous viene realizzata spesso con il farro spezzato di Monteleone di Spoleto (DOP) e le lenticchie di Castelluccio (IGP). La nostra selezione di formaggi è formata da favolosi caprini di Colforcella di Cascia, da qualche intruso siciliano, come il pacentino ennese, e da pecorino Toscano (DOP).


Il Locale

Abbiamo trovato questo locale grazioso, curato, pulito, pieno di colori e fotografie macro.

Molto più che un vernissage


Le fotografie di Nino Calamuneri

Ad aiutare Maria, la cuoca con il turbante, troviamo il grazioso Nino, che si presenta a noi come fotografo ritrattista.

Durante il tour nel locale, veniamo a scoprire che Nino ha esposto le sue opere in diverse mostre. Con la sua macchinetta coglie quei particolari grandi e precisi, e ci racconta da vicino, la sua visione del mondo esterno.

Ci sono piaciute tantissimo le sue fotografie ispirate alla forma geografica della Sicilia!

A voi quale colpisce di più?

Visione del mondo con tanti occhi, ispirato al lavoro del fotografo

Fichi d’India

Ispirazione siciliana

Sicilia di “olive”

Sicilia vista con una lumaca


Un inno alla Cipolla

Bellissimo leggere dal tavolo questa poesia per “la cipolla”.

Sembra banale o ridicolo, invece non lo è affatto.

Ispirazione e ricercatezza come nella ristorazione di questo locale.

Alla fine, noi esseri umani, siamo alla ricerca della perfezione, ma non esiste.

Rilassatevi.


I consigli della Cuoca

La cuoca Maria Andolfo, messinese e con il cuore in Sicilia.

Una donna originale, mai scontata, con il turbante e conturbante, lascia il segno in ogni ospite.

Con i suoi gesti, i suoi modi, e la sua arte di proporre i piatti, ti trasmette la sua stessa passione pura per il buon cibo.

Una donna che si è reinventata, che porta dentro di se le sue radici originarie, senza distaccarsene mai.

Di queste origini e della sua passione, non credo ci siano modi per esprimerle a parole, se non apprezzarle e assaporarle nel suo ristorante.

Provare per credere!


Il Vino

I nostri piatti sono stati accompagnati da Vino bianco “Catarratto di Sicilia” di Santa Cristina Gela.

E’ un vino sapido ed equilibrato dal profumo fragrante e delicato, eccellente in abbinamento al pesce, formaggi morbidi e verdure.


Entree

Panelle con farina di ceci e basilico disidratato.

Avete mai assaggiato del basilico disidratato? Io mai. Ci ha lasciato stupiti. Non credevamo si potesse mangiare, ma fosse solo un abbellimento del piatto. Mangiarlo così, nella sua interezza, è un gusto sorprendente, da provare.


L’Antipasto

Gamberi rossi di Mazara del Vallo sulla panzanella di cous cous.

Preparato con cous cous, riso canadese con chicchi lunghi come aghigamberi rossi, verdure crude, aromi e spezie.

Credo, che basti solo la vista per capire la bontà di questo piatto. I gamberi di Mazara del Vallo, sono famosi per avere un sapore e un gusto particolarissimo. Questo piatto va degustato tutto insieme nella sua interezza. Sicilia, Canada e Tunisia non sono mai state così vicine e perfettamente sposate.

La croccantezza delle verdure in bocca conferisce quel tocco in più alla gioia del palato.

Buonissimo!


Il Primo

Ravioli di sarde con i tre finocchi.

Preparato con sarde, acciughe salate, finocchio, finocchietto selvatico e semi tostati.

Da un’ispirazione della “pasta con le sarde palermitana”, fatta con uvetta, pinoli e tanta cipolla.

Un “piatto da cartolina” che vi rimarrà impresso per l’unicum di sapori, che uniti insieme, si esaltano pur nelle loro particolarità.


Il Secondo

Un pesce cotto nel sale con il tortino di patata e cipolla.

Pesce del giorno cotto al sale.

Anche il secondo  ci ha lasciato senza parole.  Pesce freschissimo, esaltato dall’accostamento fine  delle spezie.

Il tortino che lo accompagna è delizioso a dir poco, con cipolla caramellata, esterna e interna, nel cuore di questo piccolo vulcano.

Ci sembra di vedere il mare e l’Etna. Inscindibili. Un matrimonio perfetto.

Ogni piatto è una cartolina materializzata.


Il Dessert

Il Biancomangiare è un dolce tipico inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole , Alimentari e Forestali. (Mipaaf).

 È una preparazione diffusa in tutta Italia, soprattutto in Sicilia.

Il biancomangiare, conosciuto anche in francese come blanc manger, in catalano menjar blanc o in passato blanche mangieri, balmagier, bramagére, deriva il suo nome dal colore bianco dei suoi ingredienti principali: latte e/o mandorle macinate.

Il biancomangiare era una pietanza preparata già in epoca medioevale. Importata presumibilmente dagli Arabi, si diffuse in Italia, principalmente in Sicilia, verso il XII secolo, dove è presente in molti ricettari dell’epoca. Venne nominato tra le pietanze preparate da Matilde di Canossa per riappacificare Papa Gregorio VII ed Enrico IV di Franconia.

Giallomangiare al cardamomo.

Preparato con latte intero, amido di mais, zucchero, aromi, spezie e cardamomo.

Da dove viene il nome Biancomangiare?

Da Le Blanc a manger di derivazione francese e spagnola.

Il dolce che vedete in foto è giallo perchè è stato arricchito con la curcuma che lo ha colorato.

Maria ci spiega che questo dolce è legato alla sua infanzia, perchè la piccola Maria in Sicilia, ad ogni merenda pomeridiana mangiava questo dolce delizioso, semplice e fine al contempo.

Rientra nella cultura e nei sapori originari siciliani della cuoca.

La particolarità di questo dolce, ci spiega Maria, è che non si trova nelle pasticcerie in Sicilia, perchè lo reputano troppo semplice da proporre ai clienti.

Ma si sa, è nella semplicità che sta il bello della vita.


La proprietaria nonché cuoca!

Ringraziamo di cuore Maria Andolfo e Nino Calamuneri per l’eccezionale disponibilità e la grande simpatia con cui ci hanno accolto nel loro locale.

Un ringraziamento particolare a Maria, perchè è una donna che non ti aspetti, che trasmette passione e amore con semplici gesti.

 


Servizio fotografico a cura di Francesco Passeri

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi disattivarlo se lo desideri. Accetto Leggi di più

Privacy & Cookies Policy