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Otranto, paradiso made in Italy
Puglia - Itinerari d'Italia
Scritto da Redazione   

di Antonella Maggio
di Salentonet

Un viaggio virtuale nella splendida città salentina, terra ricca di tradizione, cultura, arte e storia, famosa per le sue distese di sabbia dorata e finissima, dove il sole è sempre caldo e il mare sempre blu.

Otranto, splendida città del basso Salento si affaccia nello stretto da cui prende il suo stesso nome, “il Canale d'Otranto” situato a sud dell'Adriatico, nel punto più orientale d'Italia.
La città, splendida realtà turistica della Puglia, vero e autentico patrimonio è conosciuta e apprezzata ovunque sia per le sue bellezze naturali che per quelle artistiche.

Un susseguirsi di lunghissime distese dorate di sabbia finissima rendono Otranto così unica agli occhi di chi la visita, spiagge bagnate da acque trasparenti e limpidissime tanto da essere premiate con le 5 vele di Legambiente. Qui, poi, risiedono numerose strutture balneari e villaggi turistici, il tutto immerso nel caratteristico fascino della macchia mediterranea, fatta per lo più di pini marittimi ed in parte di vegetazione mediterranea, tipica di questa zona del Salento.


E poi, i Laghi Alimini, a circa 8 km della città, vero e proprio elemento caratteristico dell’agro otrantino. Esso si compone di due laghi, Fontanelle (detto anche Alimini Piccolo) e Alimini Grande. Il primo è un lago di acqua dolce di origine carsica e alimentato dalle precipitazioni meteoriche e da diverse sorgenti dette appunto fontanelle, inoltre, è collegato ad Alimini Grande attraverso un canale denominato "lu Strittu", che lo va ad alimentare di acqua dolce.

Ma, come suddetto , Otranto non è solo mare né solo spiagge. Otranto è percezione del passato, è rispetto della storia, quella che ancora rivive nelle maestose mura del Castello Aragonese che maestoso e imponente sorge al centro della città e nella Cattedrale, uno dei complessi architettonici più ricchi del Salento dove è possibile visitare il quasi millenario pavimento a mosaico, unico al mondo, dove è raffigurato “l’albero della vita” e dove, a documentare la stessa storia, in sette armadi sono racchiusi i resti dei martiri di Otranto barbaramente decapitati dai Turchi sul colle della Minerva il 14 agosto 1480.

Questa è Otranto, un luogo dove passato e presente convivono insieme.