| Castell'Arquato: un romantico borgo |
| Emilia Romagna - Itinerari d'Italia | |
| Scritto da Emanuela deFazio | |
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In Provincia di Piacenza, situato sulle alture della Val d’Arda e in prossimità di Parma, si trova il comune di Castell’Arquato, chiamato così per la presenza di un maestoso castello situato alla sommità del colle. Incuriosita da questo nome e da brevi letture inerenti al luogo, decisi di visitarlo. Mi misi in macchina, cartina alla mano e via, verso la mia nuova meta. Giunta in città, parcheggiai la macchina in prossimità di una casetta con un ampio parcheggio davanti. Questo era in pendenza e in qualche modo doveva farmi capire che la mia camminata sarebbe stata tutt’altro che una “passeggiata”… E infatti, per arrivare alla roccaforte attraversai il paese, le cui strade erano tutte in salita e in discesa. Proseguendo il mio cammino notai la linearità delle case e l’estrema cura nei loro dettagli; i giardini fioriti e l’edera rampicante mi diedero la sensazione di rusticità e resero la mia passeggiata attraverso le vie che portano al castello ancora più romantica. Palazzo del Podestà Giunsi in cima passando attraverso le suggestive e ripide vie e viuzze del borgo e mi ritrovai in una piazza, circondata dai simboli del potere. La piazza si chiama Matteotti e, infatti, presenta un complesso monumentale che comprende il Palazzo Pretorio, la Rocca e la Collegiata. Mi posizionai al centro della piazza e inizia ad ammirarne le bellezze. Guardando a sinistra vidi il Palazzo del Podestà, o Palazzo del Pretorio, e osservandolo bene potei costatare che oggi ospita la sede del comune. Guardai la sua imponenza, le sue forme gotiche, una merlatura e una torre pentagonale trecentesca che la adorna e tutto questo rappresenta il potere politico. Della rocca viscontea osservai le alte torri merlate e dal piazzale al suo fianco mi tuffai nello splendido panorama. Apprezzai anche la collegiata, con le sue forme romaniche, più volte restaurata, che presenta al suo interno un battistero con la fonte battesimale e una cappella gotica. Dopo queste bellezze monumentali decisi che un po’ di relax era d’obbligo e mi diressi verso un piccolo parco che si affacciava sulla città. Da qui il mio sguardo si allargò fino a Piacenza e alle sue campagne. Ne rimasi estasiata, il sole, i fiori, una buona compagnia… non mancava niente. Non era necessario chiudere gli occhi per sentirsi in una di quelle favole che si leggono ai bambini, era più che sufficiente guardarsi intorno e sorridere alle meravigliose bellezze del luogo. Carica di sentimenti, ritornai alla macchina, direzione casa, dopo aver trascorso una splendida giornata in compagnia della storia, della natura e di tante positive sensazioni!
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